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FRANCESCO GUCCINI - Accordi - Cristoforo Colombo
Gestisci
--Key----Delay----Bpm: 72---Guitar--Piano-
--------

ciao

non credo che il testo sia tutto giusto... sembra che Guccini parli con un
calzino in bocca... ho fatto fatica a capire cosa diceva, tanto più che
l'ho tirata giù da una registrazione mediocre

comunque dovrebbe esserci

copiate e incollate nel blocco note per una corretta visualizzazione:

Cristoforo Colombo - F. Guccini




E' già stanco di vagabondare sotto un cielo sfibrato

per quel regno affacciato sul mare che è dai Mori insidiato

e di terra ne ha avuta abbastanza non di vele di prua

perchè Ha trovato una strada di stelle nel cielo dell'anima sua

se la sente non può più fallire scoprirà un nuovo mondo

quell'attesa lo lascia impaurito di toccare già il fondo

non gli manchi il coraggio la forza per vivere quella follia

e anche senza equipaggio anche fosse un miraggio ormai salperà via

(Ab)



e la Spagna di spada e di croce riconquista Granada
con chitarre gitane e flamenco fa suonare ogni strada
Isabella è la grande regina del Guadalquivir
ma come lui è una donna convinta che il mondo non può finir lì
ha la mente già tesa all'impresa sull'oceano profondo
caravelle e una ciruma concessa per quel viaggio tremendo
per cercare di un mondo lontano ed incerto che non sa se ci sia

ma è già l'alba e sul molo lo abbraccia una raffica di nostalgia


e naviga naviga via verso un mondo impensabile ancora da ogni teoria

e naviga naviga via nel suo cuore la Nina, la Pinta e la Santa Maria

(Ab)




è da un mese che naviga a vuoto quell'Atlantico amaro

ma continua a puntare l'ignoto con lo sguardo corsaro

sarà forse un'assurda battaglia ma ignorare non puoi

che l'assurdo ci sfida per spingerci ad essere fieri di noi

quante volte ha sfidato il destino aggrappato ad un legno

senza patria bestemmie in latino quando il bere è l'impegno

per fortuna che il vino non manca e trasforma la vigliaccheria

di un ciurma ribelle e già stanca in un'isola di compagnia


e naviga naviga via con la prua che s'innalza violenta lasciando una scia

e naviga naviga via nel suo cuore la Nina, la Pinta e la Santa Maria

(Bb)




non si era sentito mai solo come in quel momento

ma ha imparato dal vivere in mare a non darsi per vinto

andrà a sbattere in quell'orizzonte se una terra non c'è

grida fuori sul ponte compagni dovete fidarvi di me

anche se non accenna a spezzarsi quel tramonto di vetro

ma li aspettano fame e rimorso se tornassero indietro

proprio adesso che manca un respiro per giungere alla verità

a quel mondo che ha forse per faro una fiaccola di libertà


e naviga naviga là come prima di nascere un'anima naviga già

e naviga naviga ma

quell'oceano di sogno e di sabbia

poi si alza un sipario di nebbia

e come un cerchio illusorio si illumina l'America


dove il sogno dell'oro ha creato mendicanti di un sorso

che galleggiano vacqui nel vuoto affamati di immenso

là babeliche torri in cristallo già più alte del cielo

fan subire al tuo cuore uno stallo come un Icaro in volo

dove da una prigione una luna d'amianto uomo morto cammina

dove il giorno del ringraziamento il tacchino in cucina

e mentre sciami assordanti d'aerei circondano di ragnatele

l'inutile America amara leva l'ancora e alza le vele


e naviga naviga via più lontano possibile da quella assordante bugia

naviga naviga via nel suo cuore la Nina, la Pinta e la Santa Maria







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